Dalle droghe alle dipendenze

Da una politica delle droghe a una politica delle dipendenze

La Commissione federale per le questioni relative alla droga (EKDF) traccia quindi una modernizzazione dell’approccio al fenomeno con il passaggio ‘’da una politica delle droghe illegali a una politica delle sostanze psicoattive’’, cioè da una ‘’politica della droga’’ (Drogenpolitik, Politique de la drogue) a una ‘’politica delle dipendenze’’ (Suchtpolitik, Politique des dépendances) che interessa tutte le sostanze psicoattive, indipendentemente dal loro statuto legale.
Per quanto riguarda il ‘’nuovo modello di politica delle dipendenze’’, viene proposto un allargamento ed una differenziazione dell’attuale modello dei quattro pilastri.

Allargamento del modello:

integrazione delle droghe legali (ad esempio, per una prevenzione globale nei giovani la focalizzazione sulle droghe illegali non viene considerata di alcuna utilità);
considerare i tipi di consumo (dall’astinenza al consumo a basso rischio, al consumo problematico, alla dipendenza).

Differenziazione dei 4 pilastri:

  • prevenzione: va allargata per comprendere anche la protezione della salute, la promozione della salute e lo screening precoce dei problemi;
  • terapia: non solo le terapie classiche volte all’astinenza, ma anche tutte le opzioni di trattamento che mirano in primo luogo all’integrazione sociale;
  • riduzione dei danni: concerne principalmente l’individuo e le conseguenze del consumo sulla sua salute, ma va considerata pure una riduzione dei danni che concerne la popolazione nel suo insieme;
  • repressione: non dovrebbe più essere compito esclusivamente della polizia e della giustizia, ma dovrebbe includere tutte le possibilità di controllo del mercato e privilegiare la protezione della gioventù.

Da un punto di vista storico, non possiamo dimostrare l’esistenza di una società esente da sostanze psicoattive. Né tantomeno siamo in grado di spiegare il perché queste sostanze abbiano acquisito lo statuto di farmaco, di genere voluttuario, di droga legale o illegale. Una delle ragioni riconosciute è l’influsso del contesto sociale, per cui non è di grande utilità considerare isolatamente le sostanze psicoattive.
Il consumo di sostanze psicoattive non rappresenta esclusivamente un rischio, poiché per l’individuo questo rischio può essere compensato con il beneficio, reale o presunto, che egli trae dal consumo di una sostanza. E qui troviamo una delle chiavi della prevenzione allargata, che si orienta verso le ragioni e le circostanze del consumo di sostanze psicoattive.
Un’altra di queste chiavi potrebbe risiedere nelle conoscenze attuali in materia di neurobiologia e psichiatria. Sono particolarmente importanti alla luce dell’attuale predominanza di un consumo multiplo di sostanze. Il consumo di sostanze psicoattive può inoltre essere contemporaneamente la causa e la conseguenza di problemi psichici.
Gli specialisti si pronunciano a favore di terapie adattate all’individuo, nonché di una politica delle dipendenze orientata verso la riduzione delle conseguenze sociali.
La necessità di modelli operativi integrali è rafforzata da: nuove sostanze, aumento del consumo di cannabis, aumento del consumo di cocaina, aumento del consumo di alcol, importante tendenza al consumo misto (e alla politossicodipendenza).

Gli obiettivi della politica della droga si orientano tuttora a:

  • diminuzione del consumo
  • diminuzione delle conseguenze negative per i consumatori
  • diminuzione delle conseguenze negative per la società

Obiettivi della terapia:

la terapia contribuisce alla diminuzione del consumo di sostanze, in quanto rende possibile una duratura uscita dalla dipendenza rispettivamente mantiene aperta la possibilità di una duratura uscita dalla dipendenza. Inoltre promuove la salute e l’integrazione sociale delle persone prese a carico.
Viene sottolineato l’aumento di complessità ed eterogeneità delle esigenze terapeutiche (vedi aumento del consumo di cannabis, cocaina ed alcol; nuove sostanze; consumi multipli), con la conseguenza che la terapia di problemi di dipendenza deve indirizzarsi a persone con i più svariati profili per quanto riguarda stato di salute e situazione sociale.
Nell’ambito della terapia si tratta di fare in modo che le persone che soffrono per la loro dipendenza, ricevano effettivamente un aiuto. Si tratta di rendere possibile l’uscita dalla dipendenza. Molte persone non vogliono però uscirne veramente oppure non hanno le risorse necessarie alla riuscita. In questi casi si tratta dapprima di mantenere le possibilità residue per una risoluzione della dipendenza, promuovere lo stato di salute e (re-)integrarli socialmente. L’integrazione è fondamentale sia per la riduzione delle conseguenze individuali che per quelle collettive (costi).
Deve essere possibile proporre il più presto possibile gli aiuti; le modalità degli interventi terapeutici devono essere adattate ai diversi bisogni dei consumatori e alla complessità delle situazioni. Un tema prioritario è dato dalle politossicodipendenze e dagli spostamenti della dipendenza. Ciò comporta il passaggio da interventi centrati sulla sostanza ad interventi con un approccio integrale.
Oltre alla dipendenza, dovrebbero essere curati anche gli aspetti dell’emarginazione sociale, dell’abitare, della disoccupazione, dei debiti e delle competenze sociali.
Le terapie vanno maggiormente focalizzate sui bisogni sociali e della salute, tramite una diversificazione ed individualizzazione degli interventi.

A livello federale, la ‘’politica delle dipendenze’’ si sviluppa ulteriormente con l’accettazione nel 2015 da parte del Consiglio Federale di una nuova ‘’Strategia Dipendenze’’, le misure della quale saranno definite nel corso del 2016.